
Oggi la 14ma reincarnazione del Dalai Lama, Tenzin Gyatso è a Milano. Guida spirituale e, prima dell’invasione cinese, anche temporale del Tibet è da 42 anni in esilio e combatte per i diritti del suo popolo. Chiede autonomia dalla Cina per poter continuare a tenere vive le tradizioni culturali tibetane che il deserto culturale comunista cinese vuole spazzare via. Lo stesso Mao lasciava intendere che la “religione è l’oppio dei popoli” e per questo andava perseguitata. Cosa che ad oggi viene ancora fatta dai quadri politici cinesi: oltre al Tibet anche i cinesi cattolici e i seguaci del Falun-gong non sono liberi di praticare il proprio credo.
L’atteggiamento delle istituzioni italiane di fronte alla visita italiana del Dalai Lama è stata davvero imbarazzante.Ostellino scrive sul Corriere di oggi parlando della questione:”A me pare, infatti, sia francamente anacronistico continuare a restare attestati al di sotto della soglia minima di un (empirico) senso comune e di un (ragionevole) principio etico.”
Concordo pienamente con le sue parole e trovo che rimarremo sempre legati all’immagine dell’Italietta, che ormai da decenni ci accompagna. I nostri politici non sanno mai quando è giusto anteporre realismo alla partigianeria. Il Dalai Lama non è stato accolto con visite ufficiali per non infastidire la Cina. Bene, gli Stati Uniti di George W. Bush, che tanto viene disprezzato da buona parte dei politici della maggioranza, non ha avuto nessun problema ad accoglierlo in visita ufficiale (NdR: gli USA sono i primi importatori di beni dalla Cina). Angela Merkel ha fatto lo stesso. Anche il cancelliere austriaco Gusenbauer non ha avuto problemi.
Perchè l’Italia invece ha cincischiato? I nostri politici avevano davvero qualcosa da perdere da questo incontro?
Credo proprio di no. Se si prende in considerazione la politica di non-ingerenza degli affari interni che da sempre è stata praticata dal governo cinese (gli affari sono affari e non hanno nessun problema a lavorare a stretto contatto con stati come Sudan, Venezuela e Corea del Nord), ancora di meno.
Sarebbe stato una bella occasione per questo governo già fragile per mostrare di non aver paura. Per non essere ostaggio di se stesso. Hanno preferito rimanere con mani e piedi legati e bocca imbavagliata (ancora più triste è questo ricorrere a visite in forma privata).
E l’Italietta latita…



2 risposte so far ↓
paodam // Febbraio 7, 2008 a 11:42 am
Gentile redazione e’ da un po’ che leggo il vostro interessantissimo blog senza mai commentare o esprimere una opinione …ma ora sfrutto questa pagina per proporlreun appello :
È ora di fare appello al dovere della ragione per sensibilizzare le coscienze su quanto sta accadendo.
Mi riferisco alle Olimpiadi, evento che rappresenta un inno alla vita, un’esperienza di unione, condivisione e confronto, un’occasione per esprimere - nei modi e nelle forme più svariate delle diverse discipline - la meraviglia, l’armonia, la bellezza, la gioia, lo sforzo.
La Cina ha ottenuto di autocelebrarsi attraverso le Olimpiadi decretandone così, automaticamente, la morte. Gli intenti dei governanti cinesi sono chiari: utilizzare le Olimpiadi come strumento per presentarsi di fronte al mondo come una potenza anche sportiva, in grado di occupare il primo posto sia nel medagliere olimpico, sia nel campo economico, militare, politico.
Ma come è possibile coniugare lo spirito Olimpico, veicolo di leale confronto nel reciproco rispetto, con i costi umani pagati dalla popolazione cinese a causa delle imposizioni del governo?
Anche in campo sportivo milioni di bambini sono sottoposti ad una quotidiana spietata competizione per poter essere selezionati nelle squadre olimpiche.
Milioni di bambini sono costretti a passare l’infanzia ingabbiati in ferrei programmi e crudeli metodi di allenamento allo scopo di produrre atleti–robot da impiegare nei Giochi.
Come non indignarsi nei confronti di chi, come i governanti cinesi, si vanta della crescita e dello sviluppo del Paese quando quest’ultimo è fondato proprio sullo sfruttamento della popolazione in nome dalla quale si dice di governare? Com’è possibile per chi dimostra disprezzo per la vita degli altri, nega i diritti fondamentali ai propri cittadini, sostiene regimi sanguinari come quello birmano in nome degli affari e dell’affinità ideologica ospitare le Olimpiadi?
È proprio il caso di dire: “Ma a che gioco stiamo giocando”? È un imbroglio, una mistificazione, un orrore. Mi appello alle coscienze affinché si sottraggano a questo inganno.
Spiriti liberi fatevi sentire. Potete essere determinanti, fate valere le ragioni della vita.
La ringrazio per lo spazio offertomi e se ha voglia di visitare il mio blog ne sarei onorato
Un abbraccio
http://unmadeinchina.wordpress.com
Rivolta in Tibet « Congetture // Marzo 14, 2008 a 1:55 pm
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