Riporto un post di Jimmomo sul buco di 9 miliardi di euro che Veltroni ha lasciato in eredità a Roma. Uno scandalo. Si pensa a perseguire Berlusconi attraverso una magistratura imparziale che, appena vince le elezioni, non vede l’ora di silurarlo.
In un paese civile Veltroni non esisterebbe più da ieri nel panorama politico italiano. Silurato dal suo stesso partito. Per fortuna che il regime è Berlusconi… mah!
“Uno scandalo che in qualsiasi altro Paese democratico che non sia l’Italia interromperebbe all’istante la carriera di un politico.
Walter Veltroni ha lasciato il Comune di Roma, candidandosi alla guida dell’Italia, con un «debito complessivo che va verso i 9 miliardi e 762 milioni di euro». La «base debitoria al 31 dicembre 2007 è di circa 8,151 miliardi, cui si aggiungono «investimenti da finanziare per circa 1,544 miliardi di euro». Un caso unico in tutta Europa. Cosa credeva Veltroni, di essere già in Africa? Ma i grandi quotidiani e la tv di stato tacciono. Vespa e Mentana non fanno puntate per far conoscere agli italiani la monnezza che Veltroni ha lasciato nei conti di Roma.
Nel Pd si è aperto il “processo” al candidato sconfitto e alle sue strategie, ma è per il fallimento di Roma che i democratici dovrebbero “processare” Veltroni e cacciarlo dalla guida del partito. E il veltronismo archiviato, come il bassolinismo, come una delle pagine più brutte della politica italiana.
Certo, a diffondere i dati è il neosindaco di Roma, Gianni Alemanno, ma nella sede più ufficiale, cioè durante una seduta del Consiglio comunale, nell’aula “Giulio Cesare”. E la relazione sui conti capitolini, presentata da Alemanno e Tremonti, è firmata Ragioneria dello Stato e quindi lascia davvero pochi dubbi che possa essere frutto di propaganda.
Ma non è tutto. «Alcuni dati di bilancio in questi anni sono stati occultati», ha denunciato Alemanno.
Smentendo nei fatti quanti come Rutelli, in campagna elettorale, avevano provato a far leva sulla paura dei romani per il presunto atteggiamento “anti-romano” della Lega, il governo ha sbloccato subito 500 milioni di euro per Roma. «Se non ci fosse stato l’intervento del Governo sicuramente l’Ama e l’Atac sarebbero dovute andare in fallimento», ha osservato Alemanno. Ora «bisogna intervenire anche sul taglio della spesa», ha aggiunto, e «riorganizzare la holding Comune di Roma». Pensate: ad oggi ci sono ben 81 società di primo livello. Gli amici degli amici – non c’è bisogno di dire di chi – che «mettono le mani dappertutto». E mi sembra ragionevole, responsabile da parte del nuovo sindaco, che in una tale situazione ad essere sacrificato sia innanzitutto il “circenses”, cioè la “Notte bianca”.
E’ assurdo che il responsabile di questo disastro si proponga come leader politico e addirittura candidato premier. Come amministratore responsabile di bancarotta credo che ci siano gli estremi per cui Veltroni venga inibito dall’assumere nuovamente incarichi di governo. Volevano rendere incompatibile Berlusconi per il suo conflitto d’interessi, ora si scopre che il vero incompatibile, a norma di legge, è il fallito Veltroni. Stacchi questo biglietto per l’Africa, per favore.”

