
Ecco un articolo di Daniele Raineri del Foglio. A Teheran in questi giorni si vuole dedicare una via ad Edoardo Agnelli ” martire sciita”. Ecco il perchè.
“Una sera di dicembre del 2001 quattro individui sospetti sono fermati con una telecamera nei dintorni del Vaticano, a Roma. Il clima è quello post 11 settembre, i sospetti sono di origine medio orientale, sono bloccati e fatti rimpatriare in tutta fretta. Tornano in Iran. Per conto del governo hanno appena finito di girare un documentario che diventerà un successo strepitoso alla tv di Teheran. Ancora oggi, si trovano i dvd impilati sulle bancarelle dei mercati. Il documentario spiega che Edoardo Agnelli, primo figlio di Gianni, è un martire sciita, un vero credente ucciso da una cospirazione sionista (il movente, spiegano in Iran, è il timore che la Fiat cada nelle mani degli ayatollah). La nevrosi del regime, che negli anni ha accusato persino il cartone animato Tom & Jerry di essere una macchinazione sionista, monta la panna su alcuni fatti veri. Nei suoi ultimi anni di vita l’erede degli Agnelli, tormentato da un suo personale viaggio di ricerca spirituale, si avvicino anche alla tradizione islamica sciita. Visitò la città santa di Qom, una meraviglia dell’arte, ed ebbe modo anche di incontrarsi con l’ayatollah Khomeini. Da qui lo sfruttamento post mortem della sua immagine, deciso a tavolino a Teheran. Quando nel 2005 il regime fece inscenare manifestazioni di protesta sotto la nostra ambasciata in Iran, alcuni cartelli chiedevano: “Riaprite l’inchiesta sulla morte del figlio di Agnelli”. Oggi, allo steso modo, le autorità ritirano in ballo il suo nome per fini politici. Come rappresaglia contro la decisione del sindaco di Roma di dedicare una via al 9 luglio (del 1999, gli agenti delle polizia segreta, chiamati “gli uomini in borghese”, fecero irruzione all’università per dare la caccia a studenti e dissidenti), a Teheran ora vogliono dedicare una strada al Edoardo Agnelli, “martire sciita”. Non è una mossa nuova. Hanno già dedicato a Bobby Sands, membro dell’Ira, la strada prima intitolata allo statista britannico Winston Churchill. E un’altra strada è dedicata alla memoria di Khaled Istambouli, l’ufficiale estremista che durante una parata militare egiziana al Cairo smonto dal suo mezzo e aprì il fuoco contro il palco d’onore, uccidendo il presidente Anwar Sadat (considerato un eroe anche dai rivali sunniti di al Qaida).”

