Prima di tutto devo fare le mie scuse se il blog va un pò a rilento: periodo difficile e di tesi di laurea, quindi sto già scrivendo talmente tanto che non riesco a seguire con costanza il blog… e poi volevo aspettare la tornata elettorale per vedere cosa ne sarebbe stato del nostro paese. Ammetto che ero preoccupato, temevo che non ci potesse essere i margini con questa legge elettorale per poter governare bene.
Sono stato smentito e ne sono felice. I cittadini italiani, hanno scelto per un bipolarismo sostanziale, al di là della legge elettorale e hanno estromesso gli estremismi sia dalla Camera che dal Senato. Numeri netti che permettono finalmente un’ampia governabilità. Al Senato 171 membri per la coalizione Pdl, Lega e MPA contro 130 dell’altra coalizione. Il 9% di scarto tra i due maggiori partiti sia alla Camera che al Senato.
Una debacle paurosa è stat quella della Sinistra-Arcobaleno e spero davvero che questa mancanza di rappresentatività non porti gli esponenti di questa sinistra a manifestare ad ogni piè sospinto in piazza, o ad ammiccare a situazione estreme che temo si verranno a verificare. Finalmente l’Italia è maturata ed è arrivata ad una concezione “europea” del parlamento: una destra moderata da un parte e una sinistra riformista dall’altra. Questo è quello che i cittadini hanno voluto, al di là dell’antipolitica che aleggiava ma che alla fine era solo uno spauracchio (affluenza alle urne ben superiore alla media europea).
Il mio desiderio è che adesso si apra un nuovo momento per la Repubblica Italiana, un momento in cui il governo porterà avanti le sue promesse elettorali e soprattutto ci sia una concertazione di tutta la classe politica per le necessarie riforme istituzionali di cui l’Italia ha un gran bisogno e che non si possono fare a colpi di maggioranza.
Buon lavoro e complimenti, sia a Berlusconi che alla Lega Nord (che dalle mie parti ha preso il 28%). Un plauso anche a Veltroni che ha saputo scrollarsi di dosso il peso di una sinistra estrema, che molte volte ha marciato contro gli interessi del paese, e ha iniziato una stagione riformista.
Meglio di così, non poteva andare.




