Prima di tutto devo fare le mie scuse se il blog va un pò a rilento: periodo difficile e di tesi di laurea, quindi sto già scrivendo talmente tanto che non riesco a seguire con costanza il blog… e poi volevo aspettare la tornata elettorale per vedere cosa ne sarebbe stato del nostro paese. Ammetto che ero preoccupato, temevo che non ci potesse essere i margini con questa legge elettorale per poter governare bene.
Sono stato smentito e ne sono felice. I cittadini italiani, hanno scelto per un bipolarismo sostanziale, al di là della legge elettorale e hanno estromesso gli estremismi sia dalla Camera che dal Senato. Numeri netti che permettono finalmente un’ampia governabilità. Al Senato 171 membri per la coalizione Pdl, Lega e MPA contro 130 dell’altra coalizione. Il 9% di scarto tra i due maggiori partiti sia alla Camera che al Senato.
Una debacle paurosa è stat quella della Sinistra-Arcobaleno e spero davvero che questa mancanza di rappresentatività non porti gli esponenti di questa sinistra a manifestare ad ogni piè sospinto in piazza, o ad ammiccare a situazione estreme che temo si verranno a verificare. Finalmente l’Italia è maturata ed è arrivata ad una concezione “europea” del parlamento: una destra moderata da un parte e una sinistra riformista dall’altra. Questo è quello che i cittadini hanno voluto, al di là dell’antipolitica che aleggiava ma che alla fine era solo uno spauracchio (affluenza alle urne ben superiore alla media europea).
Il mio desiderio è che adesso si apra un nuovo momento per la Repubblica Italiana, un momento in cui il governo porterà avanti le sue promesse elettorali e soprattutto ci sia una concertazione di tutta la classe politica per le necessarie riforme istituzionali di cui l’Italia ha un gran bisogno e che non si possono fare a colpi di maggioranza.
Buon lavoro e complimenti, sia a Berlusconi che alla Lega Nord (che dalle mie parti ha preso il 28%). Un plauso anche a Veltroni che ha saputo scrollarsi di dosso il peso di una sinistra estrema, che molte volte ha marciato contro gli interessi del paese, e ha iniziato una stagione riformista.
Qui di seguito pubblico una proposta dell’istituto Bruno Leoni intitolata “Liberare l’Italia”, che contiene delle idee molto interessanti, per una progressiva liberalizzazione del paese e su alcune riforme possibili in materia fiscale, di lavoro e sanità.
Tratto da un articolo del Sole 24 ore di oggi 6 Marzo 2008
Il think tank
L’Istituto Bruno Leoni è un think tank nato nel 2003 che promuove una discussisone pubblica sui temi dell’ambiente, della concorrenza, dell’energia, delle liberalizzazioni, della fiscalità, delle privatizzazioni e della riforma dello Stato sociale. L’Istituto si richiama alla grande lezione di Bruno Leoni, grande filosofo del diritto, di cui diffonde il pensiero e le opere.L’Istituto è attivo nell’elaborazione di ricerche e studi. Pubblica sia volumi di ampio respiro, sia papers dedicati a prolemi specifici. Inoltre, organizza eventi e seminari e si dedica alla formazione di studenti e giovani studiosi provenienti dall’Italia, dall’Europa e anche dai Paesi in via di sviluppo.
L’Istituto Bruno Leoni è governato da un board of trustees, che elabora strategie e sostiene l’operato dell’istituto. Presidente onorario è Sergio Ricossa. Ad animare la vita quotidiana dell’IBL sono i membri dell’executive team. Il 60% delle persone che lavora all’Istituto ha meno di 40 anni. L’IBL è partner della Heritage Foundation e del all Street Journal nella promozione a livello europeo dell’Index of Economic Freedom.<
Le liste del Partito Democratico rese note da Veltroni tra ieri e oggi sono una vera Caporetto per tutte le ambizioni di rinnovamento che avevano accompagnato la fusione tra Ds e Margherita. Così dalle grancasse della propaganda veltroniana escono fuori delle listarelle senz’arte né parte: colme dell’ira e della delusione degli esclusi, di piccoli e grandi compromessi, di finte novità.
Ne parleremo tra 5 anni…
Intanto Qui, i 10 motivi per cui Obama è meglio di Veltroni in perfetto stile David Letterman. Davvero simpatico. Bravo Creezdog
Oggi la 14ma reincarnazione del Dalai Lama, Tenzin Gyatso è a Milano. Guida spirituale e, prima dell’invasione cinese, anche temporale del Tibet è da 42 anni in esilio e combatte per i diritti del suo popolo. Chiede autonomia dalla Cina per poter continuare a tenere vive le tradizioni culturali tibetane che il deserto culturale comunista cinese vuole spazzare via. Lo stesso Mao lasciava intendere che la “religione è l’oppio dei popoli” e per questo andava perseguitata. Cosa che ad oggi viene ancora fatta dai quadri politici cinesi: oltre al Tibet anche i cinesi cattolici e i seguaci del Falun-gong non sono liberi di praticare il proprio credo.
Mentre stavo scrivendo la relazione sulla mia esperienza qui mi sono imbattuto in uno splendido post, di cui sottoscrivo ogni singola parola. Questo progetto qui, ideato da Capezzone, dopo la cacciata dai Radicali, è molto interessante perchè trasversale.