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Posts Tagged ‘riot in Tibet’

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Gli scontri a Lhasa, in Tibet, tra i monaci e la polizia potrebbero essere costati la vita a cento persone. “Abbiamo notizie non confermate che circa cento persone sono state uccise e che a Lhasa e’ stata imposta la legge marziale”, ha denunciato il governo tibetano in esilio nel nord dell’India poche ore dopo che fonti ufficiali cinesi hanno dato notizia di dieci morti nelle proteste di ieri. Le vittime sarebbero tutte “civili innocenti”, morti in seguito agli incendi appiccati contro numerosi negozi di Lhasa. Al momento non si hanno notizie di cittadini stranieri coinvolti. Le autorità tibetane hanno chiesto ai rivoltosi di consegnarsi entro la mezzanotte di lunedì, offrendo loro clemenza in cambio anche di informazioni sui responsabili dei violenti scontri. Il Parlamento tibetano in esilio ha invece invitato l’Onu ad “inviare immediatamente propri rappresentanti e a intervenire ed indagare sulle violazioni attuali dei diritti dell’uomo in Tibet”. Il governo in esilio si dice poi “profondamente preoccupato” per le notizie che arrivano “dalle tre regioni del Tibet di uccisioni sommarie, di feriti e arresti di migliaia di tibetani che protestavano pacificamente contro la politica cinese”.

I paesi occidentali, intanto, si affrettano a condannare la violenza della repressione (tra questi, Usa e Ue), ma non accettano l’invito dei monaci in esilio a boicottare le Olimpiadi, previste a Pechino, in Cina, dall’8 agosto. G.W.Bush per gli Usa, Gordon Brown per la Gran Bretagna e Javier Solana per l’Ue presenzieranno alla cerimonia di apertura dei giochi.

Boicottiamo le Olimpiadi di Pechino 2008 – Pechino deve sapere che il nostro dissenso non si manifesta solo a parole, colpiamoli nell’orgoglio e nel portafoglio. Non lasciamo soli i tibetani.FAcciamo valere per una buona causa il nostro potere economico. Basta un “NO”. NO A PECHINO 2008

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Il giorno 10 marzo centinaia di monaci del monastero di Drepung, distante una decina di chilometri dal centro della capitale, hanno cercato di raggiungere Lhasa. Ingenti forze di polizia hanno pattugliato l’intera area attorno al monastero e posto i monaci sotto stretta sorveglianza. In città, reparti armati di polizia, temendo il congiungimento dei monaci con i cittadini, si sono dispiegati all’interno dell’area del Barkhor impedendo la libera circolazione dei tibetani. Si ha notizia dell’arresto di quattordici monaci e di almeno due laici.

Il giorno successivo, 11 marzo, attorno alle 3 del pomeriggio, centinaia di monaci del monastero di Sera (tra 400 e 500 religiosi) si sono radunati nel cortile dell’istituto monastico inneggiando alla libertà e all’indipendenza del Tibet. Hanno cercato quindi i raggiungere Lhasa per protestare contro gli arbitrari arresti avvenuti il giorno precedente e per chiedere la liberazione delle persone imprigionate nell’ottobre 2007, in occasione delle manifestazioni seguite al conferimento al Dalai Lama della medaglia d’oro del Congresso americano. Nei pressi della locale stazione di polizia sono stati fermati da almeno un migliaio di poliziotti appartenenti alle forze di pubblica sicurezza che, per disperdere la folla, hanno fatto ricorso al lancio di gas lacrimogeni.

Testimoni oculari hanno riferito che almeno undici manifestanti sono stati brutalmente percossi. Fonti attendibili hanno reso noto che alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati uditi attorno al monastero di Drepung. Tutte le strade di accesso al monastero sono bloccate e la polizia ispeziona le abitazioni private dei tibetani alla ricerca di eventuali monaci o monache che abbiano cercato di ottenere riparo. In tutta Lhasa si registra una situazione di forte tensione. (altro…)

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